Parco di María Luisa ed expo 1929 di siviglia: tra verde e architettura

Considerato un vero e proprio paradiso terreste inglobato in un contesto cittadino, dove il concetto di urbe si sfuma, il Parco di María Luisa rappresenta la simbiosi armonica dell’architettura e della botanica e a pochi passi dalla Cattedrale e dell’Alcázar.

Scorcio del Parco di María Luisa, Siviglia – lo stagno delle anatre

Breve storia

Le origini del Parco risalgono ai duchi di Montpensier (Antonio d’Orleans e la infante di Spagna María Luisa Fernanda de Borbón e sorella di Isabel II, la regina della Spagna tra 1833-1868) che dopo essersi stabiliti a Siviglia (in esilio, dovuto alla rivoluzione in Francia del 1848) ed aver acquisito il Palazzo di San Telmo nel 1849, affidarono al giardiniere francese Andrè Lecolant la realizzazione del tracciato attuale del parco, in consonanza con la mestosistà del Palazzo appena comprato.

María Luisa Fernanda de Borbón, nobile spagnola e sorella di Isabel II – wikipedia
Antonio de Orleans, marito di María Luisa e Duca di Montpensier – wikipedia

Per la creazione del parco, Lecolant prese spunto dai canoni estetici paesaggistici inglesi, con vaghi influssi orientaleggianti e pintoreschi senza ovviamente tralasciare una chiara incidenza francese.

Nel 1893, la Duchessa María Luisa, ormai vedova da 3 anni, decise di donare la maggior parte della superficie del parco alla città, che grata del regalo ricevuto dalla nobile spagnola, conferì al parco il nome di Parco di María Luisa.

A inizi XX secolo si concepì il progetto della celebrazione di una Exposizione ibero-americana che sarebbe stata prevista durante la decada del 1910; dovuto a problemi bellici e successivamente finanzieri, l’Expo venne inaugurata finalmente il 9 maggio 1929.

L’incarico della realizzazione artistico-architettonica della Expo fu affidato all’ingeniere Ánibal González, mentre l’adattamento del parco fu incaricato all’ingeniere francese Jean-Claude Nicolás Forestier, il quale mantenendo gran parte del tracciato originale del parco del XIX secolo creato da Lecolant, conferì al parco un carattere con influssi spiccatamente ispano-mussulmani, però mantenendo il rigore ortodosso francese nel tracciato delle sue linee. Si inaugura il 18 aprile 1914 e pochi anni dopo sarà lo scenario principale dell’Expo del 1929.

Il parco si sviluppa sull’idea di urbanizzare la natura, oltre al fatto che l’asse stilistico principale del parco sono i gazebo paesaggistici, creando un susseguirsi di piazze e vie ordinate, gazebi e folta vegetazione. Inoltre l parco ospita di più 250 specie vegetali tra le quali ricordiamo l’eucalipto rosso importato dall’Australia.

Quando l’Expo venne inaugurata all’interno del Parco di María Luisa fu possibile visitare i numerevoli padiglioni molti dei quali ancora oggi si conservano, tra i quali ricordiamo, il padiglione Neo-Mudejar, d’Argentina, Messico, Colombia, Portogallo, Cile e Marocco.

Descrizione del Parco e dell’Expo del 1929

La Plaza de España (Piazza di Spagna) è senza dubbio il punto di partenza dell’Expo del 1929, occupando ben 5 ettari di superficie ed essendo uno dei monumenti più emblematici di Siviglia insieme all’Alcázar e alla Cattedrale.

Plaza de España di Siviglia vista dal Parco di María Luisa

I 40 ettari del parco sono ricchi di gazebi paesaggistici, piazzette ordinate e abbondante vegetazione dove è possibile osservare, come accennato sopra, più di 250 specie vegetali ed avere il piacere di trovare numerose zone all’ombra durante i mesi calorosi estivi. Un autentico paradiso.

La folta vegetazione del Parco di María Luisa

Il secondo fulcro principale del parco e dell’Expo del 1929 è la Piazza d’America, conosciuta comunemente dai sivigliani come la Plaza de las palomas (dei piccioni), dove è possible ammirare, all’interno di un cotesto completamente armonizzato, la facciata dell’imponente padiglione Neo-mudejar (sede attuale del museo degli usi e costumi popolari).

Padiglione NeoMudejar, Plaza de América – Parco di María Luisa

Di fronte al padiglione NeoMudejar sempre affacciandosi sulla stessa piazza, ne fa da padrone il padiglione Rinascimentale, fino a pochi anni fa sede del museo archeologico di Siviglia; forse potrà riaprire i battenti fra pochi mesi 🤞 (anche se non esiste nessun comunicato ufficiali in merito). Per adesso è l’unico museo di Siviglia completamente chiuso e non a causa della pandemia Covid, bensì per problemi organizzativi, un vero peccato!

Museo Archeologico Siviglia
Padiglione rinascimentale – Museo archeologico di Siviglia – Parco di María Luisa

Continuando il percorso si scorgono, appena fuori dal parco, sull’Avenida de la Palmera, i padiglioni della Colombia (oggi sede del consolato della Colombia), Messico (edificio gestito dell’Università di Siviglia), Marocco (un autentico gioiello, oggi sede del dipartimento comunale che gestisce i parchi e i giardini di Siviglia ) e Brasile (usato dall’Università di Siviglia), come si può vedere dalle foto.

Padiglione del Marocco – Expo 1929 Siviglia
Padiglione della Colombia – Expo 1929 Siviglia
Padiglione del Messico – Expo 1929 Siviglia
Padiglione del Brasile – Expo 1929 Siviglia

Proseguendo sullo stesso stradone, diretti verso il centro storico di Siviglia, è impossibile restare indifferenti di fronte all’imponenza del padiglione dell’Argentina, in stile neo-barocco, oggi sede del conservatorio di danza di Siviglia.

Facciata barocca del padiglione dell’Argentina – Expo 1929 Siviglia

Padiglione dell’Argentina – Expo 1929 Siviglia

Sempre nelle vicinanze proseguendo sullo stesso stradone a pochi passi dal padiglione dell’Argentina scopriamo uno dei padiglioni più piccoli però non meno interessante, il padiglione della Guatemala, con gli inconfondibili colori della sua bandiera bianco-blù. Oggi il padiglione, dopo essere stato usato molti anni come ufficio comunale, non è impiegato da nessun ente comunale ed è praticamente vuoto al suo interno. A un centinaio di metri il piccolo castello-vedetta, luogo dove alloggiava il custode del parco, chiamato “El Costurero de la Reina” (tradotto: la scatola da cucito della Regina).

Padiglione Guatemala Expo 1929
Padiglione della Guatemala – Expo 1929 Siviglia
El Costurero de la Reina

Già nelle vicinanze del centro, giungiamo presso la zona dove scoprirermo il padiglione del Chile, oggi sede della “Escuela de Arte de Sevilla”, il padiglione dell’Uruguay (gestito da un dipartimento dell’Università di Siviglia), il padiglione del Perù, interessantissimo soprattutto per le famiglie con bambini dato che oggi è la sede de “La Casa de la Ciencia” (La Casa della Scienza) e davanti all’antica Fabbrica dei Tabacchi, il Casinò

Padiglione Perù Expo 1929
Padiglione del Perù – Expo 1929 Siviglia – Museo della Scienza
Padiglione Uruguay Expo 1929
Padiglione dell’Uruguay – Expo 1929
Padiglione Cile expo 1929
Padiglione Cile – Expo 1929 Siviglia – uno dei più grandi
Casinò dell’Expo del 1929 Siviglia

Orari e come arrivare

A che ora apre il Parco di María Luisa e la Piazza di Spagna?

Inverno: dalle 8h alle 22h

Estate: dalle 8h alle 24h

Il parco e la piazza sono chiusi di notte 🌛

Come arrivare al Parco di María Luisa?

Se venite dal centro storico di Siviglia a piedi dall’antica Fabbrica dei Tabacchi, vi consiglio di attraversare la Plaza de España, entrando dalla Porta di Aragona della Piazza di Spagna o circondando la Piazza. Se usate il tram vi consiglio di scendere alla fermata del “Prado San Sebastián” (stessa fermata per la Metro).

Da visitare in bicicletta 🚲

Senza alcun dubbio, il Parco di María Luisa è perfetto da visitare in bicicletta per non perdervi assolutamente nulla e per massimizzare al meglio il vostro soggiorno. Si possono affittare moltissimi risciò all’interno del parco o meglio ancora esistono molti noleggi-bici al centro che vi offrono l’opportunità di partire direttamente dal centro storico.

La scelta migliore e del tutto indovinata è la visita del Parco di María Luisa e della Plaza de España in un visita guidata in bicicletta 🚲in italiano 🇮🇹dalla durata di 2h:30min e con partenza dal centro storico. Mandami un WhatsApp al +34625534158 o contattami , se siete in gruppo risparmiate!

Se, oltre al tour in bicicletta volete vedere altro, non perdetevi la visita guidata in italiano della Cattedrale e dell’Alcázar